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www.salviamolacostituzione.it - giovedì 9 settembre 2010 -
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Due terzi del Parlamento: la posta in gioco Ma è proprio necessario che si arrivi a questo? Berlusconi, nel suo discorso di chiusura del congresso del Pdl, ha sostenuto che la riforma di cui si parla oggi loro l'avevano già fatta e approvata ma che la sinistra indisse un referendum che con una campagna "irresponsabile" la cancellò. Ha precisato che essa prevedeva già fra l'altro la devoluzione, il ridimensionamento della Camera, un Senato delle Regioni, il rafforzamento dei poteri del primo ministro, la riforma della Corte Costituzionale, del CSM. Il punto è che la riforma dei quattro "saggi" della destra (che prevedeva anche di dare al primo ministro il potere di sciogliere il Parlamento che oggi appartiene al presidente della Repubblica), fu giudicata assai severamente dai maggior esperti di Costituzione, difficilmente definibili "di sinistra". "E' un premierato assoluto in una Costituzione incostituzionale, nel senso che si daranno poteri assoluti a un premier eletto direttamente distruggendo il sistema dei freni e dei contrappesi che è la ragion d'essere di una Costituzione" disse ad esempio Giovanni Sartori. "Una presa di potere, non una riforma" spiegò Leopoldo Elia. Berlusconi pensa di ripresentare oggi la copia esatta di quella riforma bocciata tre anni fa dal popolo italiano? Pensa o gli è stato detto che questa volta otterrà i due terzi del Parlamento? Il punto infatti non è quello di aggiornare anche profondamente la seconda parte della Costituzione, prevedendo l'abolizione del bicameralismo perfetto e modifiche che consentano una certa dose di semplificazione del sistema legislativo a cui difficilmente ci si potrebbe dire contrari. Il punto è un altro e molti fra gli intervenuti all'assise romana lo hanno esplicitato: il punto è il passaggio dal sistema parlamentare a quello presidenziale. Magari con un sistema di contrappesi ridotto all'osso o inesistente. Il punto è se il presidente del Consiglio può sciogliere a suo piacimento la Camera e dunque ottenere dai deputati un assenso servile e preventivo a qualunque legge. Il punto è il disegno complessivo delle istituzioni e delle garanzie, il quadro generale dei diritti e dei doveri dei cittadini italiani. Il punto è che a nostro avviso privare il popolo della possibilità di esprimersi su una riforma tanto ampia, senza nemmeno un'assemblea costituente, sarebbe quasi un colpo di Stato... Altro che popolo sovrano! Inserito da: Giordana - Data: 31/03/2009 - Argomento: Interventi - dichiarazioni |
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